In questi giorni mi sto interrogando spesso sulla possibilità di trovare un modo per valutare il ROI (Return on Investement - Ritorno sull'Investimento) di un'attività di web marketing sui Social Media su Internet.
Recentemente in Mindshare abbiamo pianificato un'attività di On line Pr sui web Social Media per un nostro importante cliente. L'obiettivo della campagna è stato promuovere una manifestazione che ogni tre anni il brand promuove in giro per il mondo, veicolando i valori che sono propri del brand attraverso luoghi on line in target col cliente.
Come ogni buona campagna che si rispetti, la strategia studiata ha previsto alcune delle maggiori leve del web marketing mix, e quindi una campgna tabellare su siti e portali in target, un'attività di SEM sui principali motori di ricerca, Direct Marketing, e come detto precedentemente, un'azione di On line Pr sui Web social Media.
Quest'ultima in particolare è stata affidata all'agenzia attualmente più all'avanguardia nel settore in Italia.
Ora non sveliamo gli strumenti del mestiere della prestigiosa firma che ci ha struttrurato l'attività. Diciamo tuttavia che iun linea generale l'azione si è composta di:
l'invio di News releases, che puntavano ad un hub di appoggio dedicato al brand;
una presenza su alcuni media sociali (youtube, digg, delicious etc.);
monitoraggio costante di forum, siti e blog in linea col brand e la comunicazione proposta;
stimolo alla creazione di contenuti, contributi e commenti relativi al brand da parte di bloggers e autori web;
diffusione "virale" dei contenuti realizzati da parte degli utenti.
Ora, all'addetto marketing che ha pianificato l'azione, quali metriche possono essere offerte per valutare se il suo investimento è stato proficuo o no?
Ok per una valutazione qualitativa del risultato, tramite la constatazione dei vari interventi e citazioni che sul web sono stati dedicati al brand. Ma dal punto di vista qualitativo, cosa dire del risultato della campgna?
Quanti utenti hanno letto i vari contributi realizzati dagli altri utenti "stimolati" dall'agenzia?
Quante visualizzazioni ha avuto la News release?
Quanta gente, a partire dai contenuti creati e viralizzati dall'attività di Web Social Media , ha realizzato le azioni sperate dal brand in fase di impostazione della campagna?
Il futuro dovrà darci alcune risposte a questi argomenti, per incrementare il livello di investimenti su questa nuova leva del web marketing mix.
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sabato 22 marzo 2008
Valutare il ROI di un'attività di web marketing sui Social Media
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Claudio Bontempi
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Etichette: Blog Marketing, Online Pr, Social Networks, Viral Marketing, Web 2.0, Web Marketing, World of Mouth Marketing
venerdì 8 febbraio 2008
La lunga coda dei video su Youtube - ovvero pochi fanno le hits
Riporto qui di seguito i risultati di una ricerca sulle views che ottiene un video su Youtube nel primo mese dalla sua pubblicazione.
Riprendo il post di Vincenzo Cosenza su www.businessandblog.com, che cita una ricerca pubblicata su Viralmanager.com.
Secondo la ricerca, infatti, i video pubblicati su Youtube subiscono questa sorte:
- il 70% dei video riceve almeno 20 visite
- il 50% dei video riceve almeno 100 visite
- meno del 20% dei video ottiene più di 500 visite
- meno del 10% dei video ricevono più di 1.500 visite
- solo il 3% dei video fa segnare 25.000 visite
- circa l’1% dei video ottiene 500.000 visite
Ricordiamo che Youtube è un socialnetwork che si basa sui principi economico.statistici della Long Tail, in questo caso la relazione matematica tra i video e le visioni.
Come possiamo vedere dal grafico, anche questa curva ha un'andamento da lunga coda: significa che pochi video ottengono un numero elevatissimo di hits, e poi scendendo lungo la curva si trovano i video che collezionano soltanto poche visioni. Il successo di Youtube è dato dal fatto che un pubblico potenzialmente sconfinato trova una quantità di video infinita, ed ogni video trova la sua nicchia di spettatori. E' questa la ragion d'essere di Youtube: un ambiente dove potenzialmente trovi qualsiasi cosa tu cerchi, e potenzialmente tutto ha un pubblico, fosse anche un solo spettatore.
E' quindi un ambiente che per sua natura non privilegia le visioni di massa, ma l'infinito mare di visioni di nicchia che offre. E' questa la chiave del suo successo, offrire un posto dove c'è tutto. Ed è proprio perchè c'è tutto, anche il video che ottiene una visione all'anno, che tutti vanno su Youtube.
E' UN AMBIENTE COSTRUITO PER CREARE UN MARE INFINITO DI CONTENUTI DI NICCHIA.
Ora non sarò io a dire alle aziende come sfruttare questa impostazione a loro vantaggio, ma mi sembra chiaro che non tenere conto della natura di base del mezzo sia un peccato imperdonabile.
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Claudio Bontempi
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sabato 19 gennaio 2008
Mark vive da Ikea!
E' di questi giorni un interessante caso di comunicazione sul web!
Mark Malkoff, un regista newyorkese, si è trasferito per una settimana in uno store Ikea, dove ha vissuto per 7 giorni, alla maniera di Tom Hanks sul film The Terminal.
L'iniziativa (queste le voci ufficiali) è partita da lui, probabilmente per autopromuoversi e per realizzare, come abbiamo detto, un'iniziativa di comunicazione davvero interessante.
Come riportato dal sito ufficiale, www.marklivesinikea.com, Mark ha chiesto ad Ikea la possibilità di vivere per una settimana in un suo store, perchè "dovendo suffumigare il suo appartamento, e avendo i suoi amici appartementi troppo piccoli per ospitarlo, e costando gli hotel troppo a NewYork, era più conveniente trasferirsi una settimana in un negozio Ikea".
Ikea ha accettato, e così, per 6 giorni dal 7 al 12 gennaio, Mark ha vissuto nel negozio Ikea, dormendo, mangiando al ristorante, facendo la doccia nei bagni degli uffici del personale, ma soprattutto riprendendo i suoi giorni in Ikea e mandando video di questa curiosa esperienza a contatto con pubblico, clienti e personale del negozio.
Perchè Ikea ha accettato (sempre che non sia intervenuta direttamente nell'ideazione della cosa, ma preferiamo pensare che sia stato davvero tutto così improvvisato...)?
Perchè Mark non è nuovo a queste cose: ha già realizzato un'impresa del genere, riprendendosi mentre ha consumato caffè nei 171 Starbucks di NewYork nello stesso giorno (vedi www.171Starbucks.com).
E perchè l'idea, davvero originale, è stata davvero ben coltivata da Mark Malkoff:
un bel sito di appoggio, e una pubblicazione quotidiana dei suoi momenti da Ikea su Youtube, con tanto di ovvi gruppi su Facebook e su Myspace.
Ikea ha intuito questo, e ha intelligentemente permesso all'intraprendente autore di costruire questa originale storia, guadagnando in visibilità, e mettendo in scena ciò che poi, a mio avviso, il cliente Ikea prova quando va nei punti vendita del marchio svedese: sembra infatti di essere un po' a casa, un po' sul grande fratello....
Comunque un'iniziativa davvero molto originale!
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Claudio Bontempi
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martedì 11 dicembre 2007
Quale strategia di marketing su Facebook? Le tre modalità di comunicazione offerte dal social network
Se ne parla da alcune settimane, da quando cioè Facebook ha presentato la sua strategia di vendita pubblicitaria sul network.
Più che di vendita pubblicitaria, dovremmo parlare di modello di business che Facebook ha studiato per monetizzare la vastissima utenza del suo network.
Il modello di business si articola su una offerta di strumenti di marketing a disposizione dei brand per comunicare con gli utenti di Facebook.
Vediamo quali sono questi strumenti ed in cosa consiste (se c'è) l'innovazione proposta da Facebook.
1 - Facebook Pages
Facebook consente ai brand e ai titolari di business di vario tipo, di creare una Facebook Page propria, alla quale possono iscriversi gli utenti fan di quella marca/prodotto. Una volta iscritti, gli utenti-fan interagiscono con la pagina del brand, postando sulla bacheca, mandando foto, scrivendo commenti etc. Ogni volta che interagiscono con la Facebook page del brand, queste interazioni vengono anche raccontate sotto forma di "social stories" sulle pagine degli utenti-fan, e come newsfeed vengono mandate agli amici degli utenti-fan. Queste interazioni tra gli utenti e il brand si diffondono pertanto in maniera virale al network degli amici degli utenti fan
2 - Facebook Beacon
Questa è la modalità che a mio avviso è di gran lunga la più innovativa. Facebook dà la possibilità di installare il codice di un'applicazione del network (un widget) su un sito esterno. Così un brand può decidere di installarsi sul proprio sito Web l'applicazione Facebookche preferisce. Ogni volta che un utente giunge sul sito del brand e decide di interagire con l'applicazione Facebook installata, accede all'applicazione come utente Facebook. A quel punto Facebook trasforma l'interazione di quell'utente sul sito del brand in "social story", che viene riportata/raccontata sulla user page dell'utente in Facebook, diventando così visibile a tutto il network di suoi friends, e viene anche inviata tramite newsfeed al network di friends.
L'interazione dell'utente col brand viene così diffusa viralmente, dando grande visibilità al brand.
3 - Facebook Social Ads
Oltre ai due citati strumenti, molto innovativi, Facebook offre la possibilità al brand di comprare Social Ads. Significa comprare banner (a CpC o CPM) scegliendo di erogare queste impressions soltanto agli users-fan che hanno interagito col brand nella Brand Page o col Facebook Beacon del brand. Oltre che nelle pagine di questi utenti, i banner vengono erogati anche sulle user pages degli utenti che fanno parte del network di amici degli utenti fan o degli utenti che hanno interagito col beacon.
Una controindicazione è che sembra che il click rate delle campagne banner su Facebook sembra piuttosto basso, ma vedremo.
In ogni caso le prime due modalità sembrano davvero molto interessanti.
Ne vedremo delle belle, anzi aspettiamo di vedere in Italia come evolverà l'investimento su Facebook!
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Claudio Bontempi
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mercoledì 5 dicembre 2007
Terra di Snowboard e Trentino: una bella campagna on line per appassionati di snowboard!
Finalmente una bella case history per una campagna di advertising su Internet che reputo molto ben congegnata.
Si tratta della campagna di Regione Trentino per promuovere i propri snowpark alla comunità di appassionati e praticanti di snowboard.
La gestione del web marketing mix, in questo caso, è stata a mio parere molto ben strutturata
1 - Partiamo dal minisito di supporto: è ottimo!
L'idea è di far interagire il target, gli appassionati di snowboard, con un sito che offre molte interessanti applicazioni.
Prima fra tutte il gioco, attraverso cui fare acrobazie virtuali su piste innevate.
Quindi la possibilità di approdare al videocontest su Myspace.
E le mappe Google per gli snowpark del Trentino.
La grafica è molto evocativa.
E il concetto che è alla base, veicolare il fattore "upside down" e cioè il modo di vedere il mondo da parte degli snowboardisti, e cioè sovvertendo le regole, è a mio modo di vedere, molto ben azzeccato!
2 - ma veniamo a quello che ritengo il piatto forte, cioè la campagna di web marketing a supporto!!
Si arriva sul minisito terradisnowboarder.it, con una pianificazione mirata su siti in target, e con una ricerca per parole chiave su Google.
Ma ciò che io ritengo un'ottima intuizione è il contest su Myspace, dove gli utenti possono partecipare ad un concorso in cui caricare un video che interpreta la filosofia "Upside down" alla base del contest!
Il vincitore si aggiudica una vacanza in Trentino.
Secondo me è ottima l'idea di associare la pianificazione con l'utenza Myspace: non conosco la profilazione del socialnetwork in rapporto alla comunità di appassionati snowboard, ma sicuramente è un target giovane che apprezzerà la novità e la possibilità di giocare col brand.
Interessante è la possibilità di installare il simulatore come widget sul proprio blog o sul proprio sito!
Mi riprometto di riportare altri casi di successo campagne di internet advertising!
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Claudio Bontempi
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giovedì 15 novembre 2007
Come aggiungere Technorati sul proprio blog
Ed ecco uno strumento assai utile!!
Dobbiamo inserire il pulsante Technorati nel nostro blog, per far sì che il nostro lettore, cliccandoci sopra, possa aggiungere il nostro blog all'elenco dei suoi favoriti su Technorati.
Come fare? Infatti Blogger non permette, tra le sue funzionalità, di inserire questo elemento nel pannello di controllo. Dobbiamo modificare l'Html del sito.
Niente paura, è una cosa facile, ci vogliono 5 minuti!
Seguite il link e troverete una spiegazione di come inserire il codice che vi fornisce Technorati all'interno del vostro blog:
http://risorse-blogger.blogspot.com/
E siete pronti!
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Claudio Bontempi
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Come funziona Technorati?
Per chi legge e si informa nella blogosfera, un importante strumento di orientamento è Technorati, social network in perfetto stile Web 2.0 che permette agli internauti di aggregare e trovare i blog che più interessano.
Per sapere cosa si sta dicendo nei blog di tutto il mondo, ma soprattutto per annunciare al mondo l'esistenza del nostro blog. Se infatti inseriamo il pulsante Technorati nel nostro blog, il lettore che apprezza il nostro post, cliccando su questo pulsante, ha la possibilità di aggiungere il nostro blog tra la sua lista favoriti in Technorati, che è appunto un enorme, puntuale e preciso aggregatore di news sui blog di tutto il web. Il lettore su Technorati ha la possibilità di vedere indicizzati per cronologia di inserimento post (fino al più recente) e per autorità del blog, i vari blog divisi in categorie e parole chiave con i quali i blog sono stati classificati.
Ed è un grande strumento per i blogger per annunciare e pubblicizzare nella blogosfera la loro presenza.
Chiunque registra il blog sul quale sta leggendo un post come tra i suoi preferiti in Technorati, automaticamente acquista autorità in Technorati, acquistando autorevolezza e appeal nel social network.
Un ottimo strumento di marketing per promuovere il proprio blog!
Aggiungetemi quindi!!!
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Claudio Bontempi
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giovedì 8 novembre 2007
Battaglia a colpi di Social Ads: le nuove idee dei Social networks per un advertising sempre più targetizzato
In queste ultimi giorni staimo assistendo ad una battaglia tra due colossi del Social Web.
L'oggetto dello scontro è lo studio di soluzioni sempre più efficacemente targettizzate per erogare contenuto pubblicitario sui propri networks.
Stiamo parlando nientemeno che di MySpace e di Facebook, che hanno appena lanciato due diverse e nuove modalità di advertising a disposizione degli inserzionisti, il tutto all'insegna della massima profilazione possibile.
MySpace ha appena lanciato l'HyperTargeting. Si tratta della possibilità per un inserzionista di scegliere tra circa 300 categorie di affinità ricavate dalle informazioni dei milinoni di utenti MySpace che hanno creato sul SocialNetwork il proprio profilo e l'hanno popolato. MySpace ha ricavato queste 300 categorie di affinità, e l'inserzionista ha la possibilità di scegliere quella che più coincide col proprio target e veicolare inserzioni conformi agli standard IAB sui profili/pagine degli utenti classificati nella categoria scelta.
Pro: in teoria questa modalità dà la possibilità ai piccoli inserzionisti di crearsi la propria campagna su MySpace scegliendo il target più adatto alle proprie esigenze, un po' come fanno su Google con i link sponsorizzati e le keywords. La piattaforma di gestione della campagna è user friendly. L'unica cosa che mi chiedo é: a differenza dei link sponsorizzati su Google in cui basta seguire le norme editoriali di Google per scrivere gli annunci e pubblicarli, e un po' di buon senso per scegliere le parole chiave, dubito che in questo caso i piccoli inserzionisti abbiano un'agenzia creatiiva o la capacità di realizzare formati banner per poi caricarli sulla piattaforma MySpace.
Contro: una profilazione inaccurata del e da parte dell'utente significa mandare il messaggio al target sbagliato.
Facebook ha invece lanciato i Social Ads. Ogni inserzionista ha infatti la possibilità di acquistare dei Social Ads sul network. Il processo è questo: un Brand crea su Facebook il suo profilo, un profilo col quale gli utenti possono interagire, un ambiente al quale possono registrarsi e sul quale possono andare; l'utente si registra o interagisce soltanto col Brand diventando Fan (è già stato ribattezzato come Fansumer...), un Brand che per qualche motivo lo ispira o del quale è ammiratore/fan; Facebook registra il comportamento dell'utente; il Brand decide di comprare SocialAds, significa che delle inserzioni pubblicitarie del brand verranno erogate sulle pagine di profilo dell'utente registrato a quel Brand; tutti gli amici dell'utente vedranno quell'inserzione e potranno a loro volta vedere pubblicata l'inserzione sul proprio profilo qualora interagissero col brand.
Pro: targettizzazione estrema. Contro: Stiamo parlando più di un dialogo tra brand e utente piuttosoto che di pubblicità tradizionale.
Quello che emerge da tutto ciò è che, prescindendo dall'efficacia e dalla utilizzabilità di queste modalità innovative di advertising, MySpace e Facebook vogliono basare il rapporto tra Brand e cliente sulla relazione e sul network, cercando di contrastare il modello vincente di Google basato sulla ricerca contestuale e la keyword.
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Claudio Bontempi
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