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sabato 22 marzo 2008

Valutare il ROI di un'attività di web marketing sui Social Media

In questi giorni mi sto interrogando spesso sulla possibilità di trovare un modo per valutare il ROI (Return on Investement - Ritorno sull'Investimento) di un'attività di web marketing sui Social Media su Internet.

Recentemente in Mindshare abbiamo pianificato un'attività di On line Pr sui web Social Media per un nostro importante cliente. L'obiettivo della campagna è stato promuovere una manifestazione che ogni tre anni il brand promuove in giro per il mondo, veicolando i valori che sono propri del brand attraverso luoghi on line in target col cliente.

Come ogni buona campagna che si rispetti, la strategia studiata ha previsto alcune delle maggiori leve del web marketing mix, e quindi una campgna tabellare su siti e portali in target, un'attività di SEM sui principali motori di ricerca, Direct Marketing, e come detto precedentemente, un'azione di On line Pr sui Web social Media.

Quest'ultima in particolare è stata affidata all'agenzia attualmente più all'avanguardia nel settore in Italia.
Ora non sveliamo gli strumenti del mestiere della prestigiosa firma che ci ha struttrurato l'attività. Diciamo tuttavia che iun linea generale l'azione si è composta di:
l'invio di News releases, che puntavano ad un hub di appoggio dedicato al brand;
una presenza su alcuni media sociali (youtube, digg, delicious etc.);
monitoraggio costante di forum, siti e blog in linea col brand e la comunicazione proposta;
stimolo alla creazione di contenuti, contributi e commenti relativi al brand da parte di bloggers e autori web;
diffusione "virale" dei contenuti realizzati da parte degli utenti.

Ora, all'addetto marketing che ha pianificato l'azione, quali metriche possono essere offerte per valutare se il suo investimento è stato proficuo o no?
Ok per una valutazione qualitativa del risultato, tramite la constatazione dei vari interventi e citazioni che sul web sono stati dedicati al brand. Ma dal punto di vista qualitativo, cosa dire del risultato della campgna?
Quanti utenti hanno letto i vari contributi realizzati dagli altri utenti "stimolati" dall'agenzia?
Quante visualizzazioni ha avuto la News release?
Quanta gente, a partire dai contenuti creati e viralizzati dall'attività di Web Social Media , ha realizzato le azioni sperate dal brand in fase di impostazione della campagna?

Il futuro dovrà darci alcune risposte a questi argomenti, per incrementare il livello di investimenti su questa nuova leva del web marketing mix.

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mercoledì 13 febbraio 2008

Tucomenavighi.it - il concorso lanciato da Tim per promuovere la navigazione in mobilità

Su www.tucomenavighi.it Tim ha lanciato in questi giorni un interessante concorso a premi per promuovere le sue offerte di connessione internet in mobilità.

Sul sito infatti gli utenti sono invitati a iscriversi al concorso, e mandare dei video o foto in cui sono protagonisti di una connessione a internet bizzarra. Una risposta simpatica alla domanda: "Tu come navighi"?

A disposizone degli utenti, molti premi in palio: al video più votato dagli utenti andrà una videocamera Canon; all’utente che avrà coinvolto più amici ad iscriversi al sito verrà assegnato un iPod Touch 16GB; un’apposita giuria sceglierà un video o una foto meritevole per qualità, originalità e simpatia che vincerà un cellulare Nokia N95; in più ogni giorno, per 90 giorni, verrà estratto tra tutti i partecipanti 1 biglietto per assistere ad uno dei concerti dell’estate 2008.

Una strategia di Viral Marketing e Online PR affianca la pubblicazione del sito.

Su www.tucomenavighi.it c'è un video che verrà inserito sulle piattaforme di videosharing (Youtube & co.), l'obiettivo è che si diffonda, e che gli utenti che fanno i video diffondano i propri a loro volta.

E' stata realizzata anche un'attività di social media news release, che accompagnerà la campagna per la sua durata. Si tratta di una pagina di appoggio, un hub, che fornisce notizie ufficiali del progetto, link e materiale da usare per articoli, post etc., tags ai social networks, e ovviamente il video di partenza.

Anche qui c'è la mano di DigitalPR, che ormai in Italia si sta sempre di più specializzando su questa nuova forma di web marketing.


venerdì 8 febbraio 2008

La lunga coda dei video su Youtube - ovvero pochi fanno le hits


Riporto qui di seguito i risultati di una ricerca sulle views che ottiene un video su Youtube nel primo mese dalla sua pubblicazione.
Riprendo il post di Vincenzo Cosenza su www.businessandblog.com, che cita una ricerca pubblicata su Viralmanager.com.

Secondo la ricerca, infatti, i video pubblicati su Youtube subiscono questa sorte:

  • il 70% dei video riceve almeno 20 visite
  • il 50% dei video riceve almeno 100 visite
  • meno del 20% dei video ottiene più di 500 visite
  • meno del 10% dei video ricevono più di 1.500 visite
  • solo il 3% dei video fa segnare 25.000 visite
  • circa l’1% dei video ottiene 500.000 visite
Questi dati ci fanno riflettere, soprattutto alla luce di ciò che a volte certi responsabili di aziende note, chiedono agli specialisti del Web Marketing, e cioè di fare il miracolo di pubblicare un video viral pubblicitario che realizzi decine di migliaia di visioni.

Ricordiamo che Youtube è un socialnetwork che si basa sui principi economico.statistici della Long Tail, in questo caso la relazione matematica tra i video e le visioni.
Come possiamo vedere dal grafico, anche questa curva ha un'andamento da lunga coda: significa che pochi video ottengono un numero elevatissimo di hits, e poi scendendo lungo la curva si trovano i video che collezionano soltanto poche visioni. Il successo di Youtube è dato dal fatto che un pubblico potenzialmente sconfinato trova una quantità di video infinita, ed ogni video trova la sua nicchia di spettatori. E' questa la ragion d'essere di Youtube: un ambiente dove potenzialmente trovi qualsiasi cosa tu cerchi, e potenzialmente tutto ha un pubblico, fosse anche un solo spettatore.

E' quindi un ambiente che per sua natura non privilegia le visioni di massa, ma l'infinito mare di visioni di nicchia che offre. E' questa la chiave del suo successo, offrire un posto dove c'è tutto. Ed è proprio perchè c'è tutto, anche il video che ottiene una visione all'anno, che tutti vanno su Youtube.
E' UN AMBIENTE COSTRUITO PER CREARE UN MARE INFINITO DI CONTENUTI DI NICCHIA.
Ora non sarò io a dire alle aziende come sfruttare questa impostazione a loro vantaggio, ma mi sembra chiaro che non tenere conto della natura di base del mezzo sia un peccato imperdonabile.

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Corporate Blog per Microsoft Italia

La notizia è in giro da qualche giorno sulla rete.

Microsoft Italia ha lanciato MClips, il suo corporate blog attraverso cui comunicherà al popolo dei navigatori.

La piattaforma permetterà ai dipendenti di Microsoft Italia che hanno mostrato interesse per la blogosfera, di interagire con gli utenti su tematiche con le quali l'azienda ha a che fare quotidianamente, come ad esempio la sicurezza informatica e il web 2.0. E sarà anche un momento per raccontare agli utenti i momenti di lavoro all'interno della società.

L'iniziativa, tutta italiana, si legge in una nota, nasce dalla volontà di Microsoft di avviare una conversazione "proattiva e dinamica con quella parte della blogosfera e dell'Internet italiana che ama confrontarsi, discutere, interagire".

"Questa iniziativa è una porta aperta su Microsoft. Il confronto con la Blogosfera e quindi MClips - commenta Mario Derba, Amministratore Delegato di Microsoft Italia - rappresenta per le aziende di oggi, qualunque sia il loro settore di appartenenza, non solo un'opportunità ma anche un necessario momento di interazione ed uno scambio franco di commenti e feedback su temi che riguardano la società, la marca e i prodotti".

La realizzazione e lo start-up della piattaforma, ed il necessario supporto tecnico, sono stati forniti da Digital PR, azienda attiva e all'avanguardia nel mondo delle PR on line, del Word of Mouth Marketing, del Viral Marketing e del Web 2.0. Anche Digital PR realizza un blog corporate, www.businessandblog.com, che è uno strumento di informazioni molto utile per chi è appassionato della tematica.

domenica 27 gennaio 2008

Le nuove regole del Viral Marketing - il nuovo ebook di David Meerman Scott

E' on line il nuovo ebook di David Meerman Scott, guru mondiale delle Internet PR (public Relations), esperto di Web Marketing e di Web Viral Marketing.

Già autore di molti libri sull'argomento, tra cui "The New Rules of Marketing and PR: How to Use News Releases, Blogs, Podcasting, Viral Marketing and Online Media to Reach Buyers Directly" (libro che consiglio, apre la mente sull'argomento e fornisce molti spunti davvero interessanti), pubblica on line il suo ultimo lavoro, The New Rules of Viral Marketing: How word-of-mouse spreads your ideas for free.

Scaricabile gratuitamente in pdf sul suo blog WebInkNow, promette di darci ancora altri spunti su cui riflettere, e preziosi consigli nel nostro lavoro di internet marketers.

Buona lettura!

Mini-sito pubblicitario e advergame a supporto? Ok se c'è una strategia!

Prendo spunto dal post di Martina Zavagno sul suo adverblog.com (blog che consiglio di leggere a chiunque è appassionato di web marketing e web advertising, è una vera e propria finestra sul mondo; l'autrice riporta nei suoi post molti casi interessanti sullo stato dell'arte della pubblcità su Internet in giro per il mondo), per affrontare un discorso sulla corretta utilizzazione di un minisito pubblicitario con relativo advergame.

Su Adverblog l'autrice infatti ci presenta un esempio di un minisito davvero ben pensato e realizzato.
Si tratta di EarlyJack.com, minisito a supporto per Finnair, che vuole comunicare come sia la compagnia aerea più veloce nelle tratte Europa-Asia.

Nel minisito, troviamo un advergame in cui c'è Joe, un tizio che è nella stanza del suo capo Jack, il quale per lavoro è in Asia. L'utente può giocare con Joe, e fargli fare alcune azioni nella stanza di ufficio del suo capo (scarabocchiare le foto del capo, ordinare massaggi orientali etc.). L'obiettivo è riuscire a fare tutte le azioni di "scherno al capo" prima che lui ritorni (si vede una finestrella che mostra il ritorno del capo che ovviamente sta tornando dall'Asia con un volo Finnair). L'utente che riesca a fare tutte le azioni (davvero dura...) vince biglietti aerei omaggio. Ma la molla a portare a termine il gioco è, oltre alla possibilità dela vincita, soprattutto la curiosità di vedere cosa succede quando il capo Jack arriva e becca Joe mentre gli imbratta l'ufficio....

Questo minisito è figlio, a mio avviso, di un'ottima strategia. Già perchè un minisito pubblcitario, con tanto di advergame, deve avere una buona strategia dietro la sua realizzazione, altrimenti può essere uno strumento inutile alla causa.

Questi i punti da rispettare, a mio avviso, per una corretta ideazione di un minisito pubblicitario.

1-deve essere divertente
2-deve essere informativo
3- (importantissimo) deve coinvolgere l'utente in una relazione emotiva (grazie all'advergame per esempio) con il marchio/azienda/prodotto
4- il coinvolgimento emotivo deve crearsi a livello dell'idea di comunicazione che è alla base della campagna (in questo caso l'idea è: "con Finnair voli più velocemente tra Europa e Asia"; l'abbinamento tra il gioco e l'idea è molto ben costruito secondo me)
5- deve dare un incentivo all'azione (in questo caso grazie alla possibilità di vincere i biglietti, ma anche grazie alla curiosità che stimola nell'utente per vedere come il gioco/storia si conclude)
6- dovrebbe riuscire a generare un "passaparola" on line, auspicando che gli utenti che giocano col minisito girino il link agli amici

Complimenti a Finnair!

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sabato 19 gennaio 2008

Mark vive da Ikea!

E' di questi giorni un interessante caso di comunicazione sul web!

Mark Malkoff, un regista newyorkese, si è trasferito per una settimana in uno store Ikea, dove ha vissuto per 7 giorni, alla maniera di Tom Hanks sul film The Terminal.

L'iniziativa (queste le voci ufficiali) è partita da lui, probabilmente per autopromuoversi e per realizzare, come abbiamo detto, un'iniziativa di comunicazione davvero interessante.

Come riportato dal sito ufficiale, www.marklivesinikea.com, Mark ha chiesto ad Ikea la possibilità di vivere per una settimana in un suo store, perchè "dovendo suffumigare il suo appartamento, e avendo i suoi amici appartementi troppo piccoli per ospitarlo, e costando gli hotel troppo a NewYork, era più conveniente trasferirsi una settimana in un negozio Ikea".

Ikea ha accettato, e così, per 6 giorni dal 7 al 12 gennaio, Mark ha vissuto nel negozio Ikea, dormendo, mangiando al ristorante, facendo la doccia nei bagni degli uffici del personale, ma soprattutto riprendendo i suoi giorni in Ikea e mandando video di questa curiosa esperienza a contatto con pubblico, clienti e personale del negozio.

Perchè Ikea ha accettato (sempre che non sia intervenuta direttamente nell'ideazione della cosa, ma preferiamo pensare che sia stato davvero tutto così improvvisato...)?
Perchè Mark non è nuovo a queste cose: ha già realizzato un'impresa del genere, riprendendosi mentre ha consumato caffè nei 171 Starbucks di NewYork nello stesso giorno (vedi www.171Starbucks.com).
E perchè l'idea, davvero originale, è stata davvero ben coltivata da Mark Malkoff:
un bel sito di appoggio, e una pubblicazione quotidiana dei suoi momenti da Ikea su Youtube, con tanto di ovvi gruppi su Facebook e su Myspace.
Ikea ha intuito questo, e ha intelligentemente permesso all'intraprendente autore di costruire questa originale storia, guadagnando in visibilità, e mettendo in scena ciò che poi, a mio avviso, il cliente Ikea prova quando va nei punti vendita del marchio svedese: sembra infatti di essere un po' a casa, un po' sul grande fratello....

Comunque un'iniziativa davvero molto originale!



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sabato 12 gennaio 2008

Zooppa, lo user generated advertising

Oggi facevo un giro su Zooppa.com, il sito dove è possibile fare il vero e proprio User Generated Advertising, in vera e propria logica Web 2.0.

In cosa consiste?
Il sito mette a disposizione degli utenti una piattaforma dove inserire video pubblicitari user generated dedicati a singoli prodotti da reclamizzare.

Come funziona?
Un'azienda decide di organizzare un contest su Zooppa, invitando gli utenti del sito a creare video pubblicitari su un suo prodotto, e premiando il vincitore attraverso premi che stabilisce insieme Zooppa.
L'azienda fornisce quindi, insieme a Zooppa, un vero e proprio brief sul prodotto da reclamizzare, comunicando valori e concetti che lo spot dell'utente dovrebbe rispecchiare.
Insieme al brief, scaricabile dal sito per chi si iscrive al contest, ci sono alcuni materiali che l'azienda, sempre di concerto con Zooppa, mette a disposizione dell'utente creativo.

Gli utenti del sito, novelli creativi, aspiranti pubblicitari etc., se hanno l'idea giusta, si iscrivono al contest, realizzando il video pubblicitario sul prodotto dell'azienda.

E qui parte una gara, all'insegna di visualizzazioni, commenti, ma soprattutto punteggio.

Già perchè, ogni video ottiene un punteggio da parte degli utenti del sito, scalando così le posizioni.

Gli utenti hanno quindi tutto l'interesse a far sì che quanti più altri utenti e amici vedano il loro lavoro, sperando che venga votato. Facendo passaparola e altre attività, per mandare più gente possibile sul sito di Zooppa, per far votare il proprio spot.

Perchè? Perchè vincono premi concreti. Premi in denaro, innazitutto: viene fissato un montepremi in denaro per il vincitore e i primi classificati, montepremi stabilito in ZooppaDollars (1 Zoopa dollar= 1 Dollaro, i premi possono essere riscossi quando si arriva ad un totale maturato di 1000$ ). E poi, perchè no, sognare di essere contattati dall'azienda perchè questa vuole sfruttare lo spot nelle sue campgne pubblicitarie, guadagnando magari un accordo commerciale con l'azienda stessa. E magari farsi notare dalle grandi agenzie pubblicitarie!!!

Di seguito uno dei video del contest organizzato da Meetic.it

martedì 11 dicembre 2007

Quale strategia di marketing su Facebook? Le tre modalità di comunicazione offerte dal social network

Se ne parla da alcune settimane, da quando cioè Facebook ha presentato la sua strategia di vendita pubblicitaria sul network.

Più che di vendita pubblicitaria, dovremmo parlare di modello di business che Facebook ha studiato per monetizzare la vastissima utenza del suo network.

Il modello di business si articola su una offerta di strumenti di marketing a disposizione dei brand per comunicare con gli utenti di Facebook.

Vediamo quali sono questi strumenti ed in cosa consiste (se c'è) l'innovazione proposta da Facebook.

1 - Facebook Pages
Facebook consente ai brand e ai titolari di business di vario tipo, di creare una Facebook Page propria, alla quale possono iscriversi gli utenti fan di quella marca/prodotto. Una volta iscritti, gli utenti-fan interagiscono con la pagina del brand, postando sulla bacheca, mandando foto, scrivendo commenti etc. Ogni volta che interagiscono con la Facebook page del brand, queste interazioni vengono anche raccontate sotto forma di "social stories" sulle pagine degli utenti-fan, e come newsfeed vengono mandate agli amici degli utenti-fan. Queste interazioni tra gli utenti e il brand si diffondono pertanto in maniera virale al network degli amici degli utenti fan

2 - Facebook Beacon
Questa è la modalità che a mio avviso è di gran lunga la più innovativa. Facebook dà la possibilità di installare il codice di un'applicazione del network (un widget) su un sito esterno. Così un brand può decidere di installarsi sul proprio sito Web l'applicazione Facebookche preferisce. Ogni volta che un utente giunge sul sito del brand e decide di interagire con l'applicazione Facebook installata, accede all'applicazione come utente Facebook. A quel punto Facebook trasforma l'interazione di quell'utente sul sito del brand in "social story", che viene riportata/raccontata sulla user page dell'utente in Facebook, diventando così visibile a tutto il network di suoi friends, e viene anche inviata tramite newsfeed al network di friends.
L'interazione dell'utente col brand viene così diffusa viralmente, dando grande visibilità al brand.

3 - Facebook Social Ads
Oltre ai due citati strumenti, molto innovativi, Facebook offre la possibilità al brand di comprare Social Ads. Significa comprare banner (a CpC o CPM) scegliendo di erogare queste impressions soltanto agli users-fan che hanno interagito col brand nella Brand Page o col Facebook Beacon del brand. Oltre che nelle pagine di questi utenti, i banner vengono erogati anche sulle user pages degli utenti che fanno parte del network di amici degli utenti fan o degli utenti che hanno interagito col beacon.
Una controindicazione è che sembra che il click rate delle campagne banner su Facebook sembra piuttosto basso, ma vedremo.

In ogni caso le prime due modalità sembrano davvero molto interessanti.

Ne vedremo delle belle, anzi aspettiamo di vedere in Italia come evolverà l'investimento su Facebook!



giovedì 15 novembre 2007

Come aggiungere Technorati sul proprio blog

Ed ecco uno strumento assai utile!!

Dobbiamo inserire il pulsante Technorati nel nostro blog, per far sì che il nostro lettore, cliccandoci sopra, possa aggiungere il nostro blog all'elenco dei suoi favoriti su Technorati.

Come fare? Infatti Blogger non permette, tra le sue funzionalità, di inserire questo elemento nel pannello di controllo. Dobbiamo modificare l'Html del sito.
Niente paura, è una cosa facile, ci vogliono 5 minuti!

Seguite il link e troverete una spiegazione di come inserire il codice che vi fornisce Technorati all'interno del vostro blog:

http://risorse-blogger.blogspot.com/



Consiglio: prendete dall'articolo il codice per l'inserimento in Blogger, poi inserite il codice standard che fornisce Technorati, ed il gioco è fatto!


E siete pronti!

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giovedì 8 novembre 2007

Battaglia a colpi di Social Ads: le nuove idee dei Social networks per un advertising sempre più targetizzato

In queste ultimi giorni staimo assistendo ad una battaglia tra due colossi del Social Web.

L'oggetto dello scontro è lo studio di soluzioni sempre più efficacemente targettizzate per erogare contenuto pubblicitario sui propri networks.

Stiamo parlando nientemeno che di MySpace e di Facebook, che hanno appena lanciato due diverse e nuove modalità di advertising a disposizione degli inserzionisti, il tutto all'insegna della massima profilazione possibile.

MySpace ha appena lanciato l'HyperTargeting. Si tratta della possibilità per un inserzionista di scegliere tra circa 300 categorie di affinità ricavate dalle informazioni dei milinoni di utenti MySpace che hanno creato sul SocialNetwork il proprio profilo e l'hanno popolato. MySpace ha ricavato queste 300 categorie di affinità, e l'inserzionista ha la possibilità di scegliere quella che più coincide col proprio target e veicolare inserzioni conformi agli standard IAB sui profili/pagine degli utenti classificati nella categoria scelta.
Pro: in teoria questa modalità dà la possibilità ai piccoli inserzionisti di crearsi la propria campagna su MySpace scegliendo il target più adatto alle proprie esigenze, un po' come fanno su Google con i link sponsorizzati e le keywords. La piattaforma di gestione della campagna è user friendly. L'unica cosa che mi chiedo é: a differenza dei link sponsorizzati su Google in cui basta seguire le norme editoriali di Google per scrivere gli annunci e pubblicarli, e un po' di buon senso per scegliere le parole chiave, dubito che in questo caso i piccoli inserzionisti abbiano un'agenzia creatiiva o la capacità di realizzare formati banner per poi caricarli sulla piattaforma MySpace.
Contro: una profilazione inaccurata del e da parte dell'utente significa mandare il messaggio al target sbagliato.

Facebook ha invece lanciato i Social Ads. Ogni inserzionista ha infatti la possibilità di acquistare dei Social Ads sul network. Il processo è questo: un Brand crea su Facebook il suo profilo, un profilo col quale gli utenti possono interagire, un ambiente al quale possono registrarsi e sul quale possono andare; l'utente si registra o interagisce soltanto col Brand diventando Fan (è già stato ribattezzato come Fansumer...), un Brand che per qualche motivo lo ispira o del quale è ammiratore/fan; Facebook registra il comportamento dell'utente; il Brand decide di comprare SocialAds, significa che delle inserzioni pubblicitarie del brand verranno erogate sulle pagine di profilo dell'utente registrato a quel Brand; tutti gli amici dell'utente vedranno quell'inserzione e potranno a loro volta vedere pubblicata l'inserzione sul proprio profilo qualora interagissero col brand.
Pro: targettizzazione estrema. Contro: Stiamo parlando più di un dialogo tra brand e utente piuttosoto che di pubblicità tradizionale.

Quello che emerge da tutto ciò è che, prescindendo dall'efficacia e dalla utilizzabilità di queste modalità innovative di advertising, MySpace e Facebook vogliono basare il rapporto tra Brand e cliente sulla relazione e sul network, cercando di contrastare il modello vincente di Google basato sulla ricerca contestuale e la keyword.

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sabato 3 novembre 2007

Far parlare di un Brand in 6 passi: effetto viral o no?

Molte aziende ci chiedono di far parlare di un loro Brand sulla rete, credendo che che la migliore pubblicità per un prodotto è fare in modo che siano gli stessi utenti a parlarne tra loro.

In poche parole, ci chiedono di generare un effetto viral intorno al brand o alla campagna di sostegno al brand.

Premesso che personalmente sono molto affascinato dalle dinamiche che spingono i direttori marketing delle aziende a credere che sia facilmente programmabile la costruzione di un effetto di viral marketing, primo fra tutti l'utopia di avere un ritono pubblicitario enorme ad investimento pari a zero....

In ogni caso mi sembra utile riportare qui una serie di azioni di cui molti web maketers devono tener presente per impostare una strategia di WOM (World of Mouth) Marketing sulla rete.
Innanzitutto non chiedete di sviluppare un'operazione viral dopo che la strategia di marketing sia stata già programmata, e con essa la comunicazione e l'online value proposition.
L'azione viral dev'essere integrata e studiata di pari passo con esse, non pensata a valle del processo, in sede di media budget planning.

Consigliamo di seguire questi principi fondamentali per impostare la strategia:

  1. il contenuto deve essere per forza di cose "oltraggioso", "far ridere", "essere sopra gli schemi", "provocativo" e "provocante": è veramente difficile emergere nella massa di Youtube....avete un contenuto che risponde a queste caratteristiche? Se si ok, se no, lasciate perdere dall'inizio...
  2. il contenuto o l'esperienza di fruizione del contenuto deve facilitare o avere una relazione con qualcosa a cui l'utente tiene: il brand non deve possedere il dialogo con l'utente, ma deve dare risposte a esigenze che in prima istanza vengono da lui, e ricordiamoci che lui è un utente attivo che sta cercando qualcosa nel web...
  3. è partecipativo ed coinvolgente: deve esserci qualcosa oltre la semplice fruizione del contenuto, la possibilità per l'utente di agire e usare quel contenuto/brand, tramite un'interazione, un gioco etc.
  4. è personalizzato e personalizzante: parla a me, dice il mio nome, lo sento come mio e mi ci rispecchio...
  5. c'è un incentivo a condividerlo? il contenuto deve avere un motivo che spinge l'utente a condividerlo e girarlo ai suoi amici (una promozione, un premio?)
  6. è un argomento di valore? è un contenuto di cui sappiamo che certi gruppi "influenti" per il nostro target parleranno volentieri?
Ovviamente questi principi sono utili in fase di impostazione della strategia di una campagna Viral on line, ma per sua natura l'argomento è sfuggente e difficilmente prevedibile.

Opinioni in merito?